Si vorrà far credere che i cattivi, alla fine, vengano raggiunti dalla più inevitabile delle punizioni. Ma non è così.
Il male, lungi dal trionfare, ama essere corteggiato.
Il bene, allergico ai trofei, osserva più spesso con malinconico distacco.

Smettiamola di agitare mani e braccia, dunque, e lasciamo che sia il contegno ad esser compagno della speranza.

Mi piacerebbe togliere allo stupore la facoltà di improvvisare. Che noia, si dirà, ma a quel punto la pazienza del dolore sarebbe solo uno spaventapasseri.

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